L’esperto risponde

L’importanza dei lavaggi nasali in età pediatrica.
Come e quando farli. Intervista all’otorinolaringoiatra,
Prof. Manuele Casale.

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C’è una grande confusione sul tema dei lavaggi nasali specialmente in ambito pediatrico. I lavaggi nasali sono utili? Da che età conviene farli? Qual è la soluzione più idonea e quale device nasale adoperare? Spesso i genitori riportano grosse difficoltà nel fare i lavaggi nasali ai propri piccoli. Questi frequentemente non sono in grado di soffiarsi il naso da soli e necessitano di un aiuto per la pulizia delle cavità nasali. Il ristagno di muco e secrezioni, infatti può favorire l’insorgenza di infezioni non solo a livello naso sinusale, ma anche a carico dell’orecchio o delle basse vie aeree. I lavaggi nasali dunque sono necessari.

Per capirne di più abbiamo intervistato il Prof. Manuele Casale, Direttore dell’Unità Operativa Semplice e Terapie Integrate in Otorinolaringoiatria del Policlinico Universitario Campus Biomedico di Roma.

Le cavità nasali anche dette fossa nasali, sono due lunghi canali diretti dall’avanti all’indietro, separati tra loro dal setto nasale, che comunicano anteriormente con l’esterno per mezzo delle narici, e posteriormente con il rinofaringe per mezzo delle coane. Ciascuna fossa nasale, è provvista di tre formazioni carnose chiamate turbinati nasali inferiore, medio e superiore. Infine, le fosse nasali sono in comunicazione con delle cavità scavate nelle ossa del viso, chiamate seni paranasali. Il naso rappresenta la porta d’ingresso delle vie aeree ed è un elemento chiave per una corretta respirazione. Il suo compito di filtrare, scaldare ed umidificare l’aria è necessario per un corretto funzionamento dei polmoni.

Il secreto mucoso assolve un ruolo fisiologico fondamentale perché garantisce una corretta detersione della cavità nasali. Infatti, l’epitelio ciliato che tappezza le cavità nasali, è costantemente rivestito da uno strato di muco, in gran parte prodotto dalle ghiandole siero-mucose e in misura minore dalle cellule caliciformi mucipare. Il muco è costituito per il 95% di acqua e presenta tracce di glicoproteine, sali inorganici e altre proteine ed è caratterizzato da una componente profonda, “sol”, ideale per il battito ciliare e una fase superficiale, “gel”, che invece intrappola le particelle sospese nell’aria che vengono poi trasportate dal battito ciliare stesso in senso antero-posteriore verso il faringe, meccanismo noto come trasporto muco-ciliare. Quando si instaura un processo flogistico a livello naso sinusale, come il comune raffreddore, i pazienti sperimentano la fastidiosa sensazione di avere muco in eccesso, e sono costretti a consumare pacchetti e pacchetti di fazzoletti o a tossire senza sosta. Questo accade perché il nostro organismo reagisce mettendo in campo strategie difensive tra cui una maggiore produzione di muco, utile per intrappolare gli agenti patogeni (virus e batteri) e i mediatori dell’infiammazione, ed eliminarli trasportandoli all’esterno permettendo l’auto-detersione e igienizzazione delle vie aeree.

È noto come nei bambini, la toilette spontanea delle cavità nasali sia difficoltosa perché il più delle volte, questi non sono in grado di soffiarsi adeguatamente il naso. Di conseguenza, l’abnorme accumulo di essudato, catarrale o mucopurulento, talvolta rappreso in croste, che si deposita a livello delle cavità nasali, può favorire l’insorgenza di processi flogistici sia locoregionali come otiti, rinosinusiti, che a distanza come laringiti, tracheo-bronchiti, polmoniti, sindrome rinobronchiale. È importante ricordare come orecchio e naso sono collegati tra loro da un tubicino (tuba di Eustachio) che negli adulti e nei bambini dopo i 6 anni di età è obliquo, mentre nei bambini piccoli è corto, stretto e orizzontale. Nei bambini quindi proprio per ragioni anatomiche, le secrezioni presenti a livello nasali possono risalire facilmente verso l’orecchio medio e da un orecchio normale (pieno di aria) si passa a un orecchio pieno di catarro (effusione endotimpanica), sul quale poi possono agire i batteri e provocare un quadro di otite media acuta. Inoltre, un naso non libero favorisce il ristagno di secrezioni nei seni paranasali e queste secrezioni possono scendere nelle basse vie aeree per aspirazione causando bronchiti asmatiche, bronchiti catarrali e polmoniti. Solo liberando il naso, è possibile liberare anche l’orecchio medio e i seni paranasali. Da ciò deriva l’importanza del lavaggio nasale, eseguito in modo corretto e quotidiano.

Le soluzioni comunemente utilizzate per effettuare i lavaggi nasali, possono essere distinte in due grandi categorie secondo la loro differente tonicità: soluzioni isotoniche e ipertoniche. Le soluzioni isotoniche presentano una concentrazione di NaCl dello 0.9%, mentre quelle ipertoniche possono avere varie concentrazioni, anche se quella più frequentemente adoperata è la soluzione al 3%. La soluzione salina isotonica fornisce una pulizia meccanica delle fosse nasali, senza gradiente osmotico, eliminando i mediatori dell’infiammazione, le sostanze irritanti come allergeni, polvere, agenti inquinanti, batteri e virus e il muco presenti a livello della mucosa nasale. Oltre all’effetto di detersione delle fosse nasali, questa aiuta a ripristinare la funzione difensiva della mucosa del naso, favorendo il trasporto muco-ciliare. Attraverso questo meccanismo fisiologico infatti, le secrezioni prodotte quotidianamente dal naso e dai seni paranasali vengono convogliate verso la gola ed eliminate attraverso le vie digestive. Infine, svolge un effetto eutrofico, in quanto favorisce la naturale rigenerazione delle cellule della mucosa del naso. In pieno accordo con la letteratura scientifica, è consigliabile utilizzare la soluzione salina isotonica per realizzare l’igiene quotidiana delle fosse nasali, tanto nei bambini quanto negli adulti. Diversi studi hanno evidenziato come l’uso quotidiano e in prevenzione dei lavaggi nasali in soggetti in età infantile, porti a una drastica riduzione del numero di farmaci adoperati come antipiretici, mucolitici e decongestionanti nasali, del numero di giorni di assenza a scuola, e delle comuni affezioni flogistiche delle alte vie aeree come otite media, faringotonsillite, e sinusite oltre che della sintomatologia ostruttiva nasale e della rinorrea. Differenti invece sono le proprietà e indicazioni della soluzione salina ipertonica. Questa grazie alla sua maggiore tonicità consente un maggior richiamo di acqua dalla mucosa nasale verso il lume, con un maggior effetto anti-edemigeno rispetto alla soluzione salina isotonica. Inoltre, consente anche un effetto più marcato sulla clearence mucociliare. È preferibile usarla nelle fasi acute di malattia, quindi nel comune raffreddore, negli episodi di rinosinusite acuta e rinite allergica. Tuttavia, l’utilizzo prolungato può favorire l’insorgenza di alcuni effetti collaterali minori come bruciore, irritazione nasale, epistassi e scolo retronasale che potrebbero ridurre in determinati casi la compliance al trattamento.
L’epistassi può talvolta rappresentare una conseguenza al trattamento prolungato o scorretto delle soluzioni ipertoniche, infatti in pazienti che soffrono di fragilità capillare ne è sconsigliato l’utilizzo. In presenza di un’epistassi occorre individuare la causa scatenante e iniziare un trattamento terapeutico adeguato generalmente a base di unguenti emostatici e la sospensione della terapia topica nasale sia in caso di trattamento con soluzione ipertonica sia con soluzione isotonica.

È sempre più comune trovare soluzioni nasali arricchite di elementi naturali provenienti da acque termali o da altri sorgenti. Questi elementi sono utilizzati per il loro ruolo terapeutico aggiuntivo (antiallergico, antiossidante, antiinfiammatorio etc.), da sfruttare in determinate condizioni patologiche. Tra queste sostanze recentemente è comparsa l’ectoina. Questa è una sostanza naturale, priva di effetti collaterali, prodotta dai batteri estremofili, microrganismi che sono in grado di sopravvivere e proliferare in condizioni ambientali proibitive per gli esseri umani. Questa sostanza, grazie alla sua elevata capacità di legare molecole d’acqua, ha un effetto protettivo e di stabilizzazione nei confronti della parete cellulare ed esercita un’azione idratante che dona sollievo alla mucosa irritata. Inoltre, questa è in grado di ridurre la risposta infiammatoria a livello della mucosa nasale, indotta dall’esposizione di sostanze inquinanti ambientali e professionali. Diversi studi hanno evidenziato come l’utilizzo di spray nasali a base di ectoina, riduce la sintomatologia ostruttiva nasale, la rinorrea e la starnutazione, e migliora l’obiettività endoscopica nei pazienti affetti da rinite allergica.

L’acido ialuronico svolge un’importante azione batteriostatica la quale, creando una patina protettrice nella mucosa, argina la penetrazione di agenti patogeni e riduce la proliferazione di quelli già preesistenti. Nello specifico è stato osservato come l’acido ialuronico, grazie alle sue proprietà antiadesive e anti-biofilm, impedisce l’adesione di alcuni ceppi batterici come lo Staphylococcus aureus, l’Haemophilus influenzae e la Moraxella catarrhalis, sostenendo un ruolo chiave nella prevenzione delle infezioni del tratto respiratorio.

Ci sono bambini, anche grandicelli, che proprio non ne vogliono sapere di soffiarsi il naso. Di solito non si tratta di un banale (anche se faticoso) capriccio né di una generica testardaggine, ma proprio dell’incapacità di gestire il movimento. Il consiglio in questi casi è quello di insegnare a soffiarsi il naso sotto forma di gioco. Occorre “armarsi” di ingegno e pazienza, facendo ad esempio una gara tra fratelli per vedere chi, muove un fazzoletto, una piuma o un pezzo di carta più velocemente, soffiando prima con la bocca e poi con il naso. Allo stesso modo, sempre sotto forma di gioco, i genitori possono aumentare la compliance al trattamento con Spray-sol. Non è necessario forzare i bambini, si rischia di generare inutilmente un traumatismo e di infastidirli. Il bambino deve prendere dimestichezza col dispositivo, deve comprendere che è innocuo e non doloroso. Come per tutte le buone abitudini, è l’esempio che conta: i bambini imparano guardando i genitori. È comunque utile spiegare, persino ai più piccoli, a cosa serve questa semplice manovra, dicendo loro che bisogna pulire il nasino così come si pulisce la casa!

Lo Spray-sol, è un dispositivo innovativo specificamente progettato per effettuare trattamenti topici delle cavità nasali. Questo infatti consente la somministrazione rapida della soluzione tramite nebulizzazione in particelle di grandezza tra 10 e 20 micron. Come dimostrato da accurate prove comparative svolte dal CNR IENI (Istituto per l’Energetica e le Interfasi), il diametro delle particelle emesse da Spray-sol è paragonabile a quello delle gocce nebulizzate ottenute con le tradizionali ampolle nasali e con i nebulizzatori aeroassistiti. Questo dispositivo consente quindi di introdurre una quantità maggiore di sostanza nelle cavità nasali e di raggiungere anche le porzioni superiori, medie e posteriori delle fosse nasali. Inoltre, rispetto agli altri nebulizzatori, non necessita dell’uso della corrente elettrica, per cui si evitano le estenuanti e noiose sedute davanti alle macchinette dell’aerosol. La forma appositamente studiata e il materiale morbido utilizzato per l’erogatore, lo rendono particolarmente adatto alla narice del bambino, ma può essere utilizzato anche dall’adulto. Lo Spray-sol non è un dispositivo solo ed esclusivamente a uso pediatrico. Può essere utilizzato anche dagli adulti per l’igiene quotidiana delle fosse nasali, oppure per il trattamento delle comuni affezioni flogistiche delle alte vie aeree e infine nel post operatorio dopo un intervento sul distretto rinosinusale.

È un dispositivo estremamente facile da utilizzare con tempi di somministrazione bassissimi (mediamente 10 secondi per 5 ml di soluzione). Si stacca un flaconcino monodose e si apre ruotando il cappuccio. Successivamente si collega il flaconcino alla siringa inclusa nella confezione e si aspira interamente la soluzione da nebulizzare. Infine si fissa la siringa avvitandola all’apposito ugello di ingresso di Spray-sol e si procede alla nebulizzazione. È consigliabile utilizzare Spray-sol a partire dal primo anno di vita. Al di sotto di 1 anno è necessario consultare il pediatra e l’otorino di fiducia prima di iniziare il trattamento. Comunque Spray-sol non deve essere utilizzato sotto i 3 mesi d’età.

Nei lattanti e bambini piccoli (sotto i 3 anni e comunque in funzione del livello di collaborazione) è consigliabile effettuare il lavaggio in posizione sdraiata su un fianco, tenendo la testa reclinata da un lato e inserendo delicatamente Spray-sol nella narice superiore. Spingere energicamente sul pistone della siringa per nebulizzare la soluzione. Nei bambini più grandi e negli adulti invece, è preferibile utilizzare Spray-sol in una narice, mantenendo il busto in posizione eretta e senza reclinare il capo. Inspirare e in contemporanea spingere energicamente sul pistone della siringa per nebulizzare la soluzione. Lasciare il pistone della siringa prima di espirare.

Contenuti a cura del Dott. Antonio Moffa, Unità di Otorinolaringoiatria, Azienda Ospedaliera Universitaria di Foggia.

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