Insonnia dei bambini, come nasce? Leggi i consigli di Buona

L’insonnia nei bambini è un problema sempre più frequente. Probabilmente stai vivendo questa situazione con tuo figlio, insieme alle conseguenze che tale difficoltà comporta.

Un bimbo che non dorme, infatti, influenza la qualità del sonno di ogni componente della famiglia. Ma quali sono i motivi per cui ciò accade? Continua a leggere per scoprirlo.

Insonnia nei bambini, un problema insidioso

Oltre il 30% dei più piccini, sia in età prescolare che scolare, soffre di disturbi del sonno. Ma vogliamo tranquillizzarti: di rado, il quadro dipende da patologie di natura organica.

Di solito sussiste una difficoltà nella gestione autonoma della fase di pre-addormentamento. Soprattutto al giorno d’oggi, siamo sottoposti ad una quantità abnorme di stimoli sensoriali, capaci di compromettere la regolarità del riposo.

La permanenza davanti allo schermo di computer, video-giochi e TV dopo cena, quindi, non aiutano. Tutto questo porta a ripetuti risvegli notturni e a non poche difficoltà nel prendere sonno, specialmente al di sotto dei 4 anni di età.

Secondo alcune statistiche, il picco dei casi si ha tra i 18 e i 24 mesi, con regressioni spontanee a partire dai 2 anni. Tuttavia, esistono altre condizioni in cui identificare la causa scatenante: l’insonnia di tuo figlio potrebbe avere origini più profonde.

Spesso, il disturbo coincide con un distacco forzato e prematuro dal lettone o dalla figura di riferimento. Eventi come il rientro al lavoro della mamma, la sospensione dell’allattamento, l’ingresso all’asilo, la separazione dei genitori, la nascita di un fratellino possono determinarne l’insorgenza.

Regole per ritrovare un buon sonno

Premesso che non esiste una quantità definibile a priori riguardo le ore di riposo, ti suggeriamo di puntare sulla qualità degli integratori per bambini e su una buona dose di rassicurazione.

Di seguito riportiamo alcuni suggerimenti per aiutare il tuo bambino a dormire bene. Mettendoli in pratica, otterrai dei miglioramenti significativi anche nella sua resa diurna.

Agevolare la digestione

La buona regola di non appesantire lo stomaco è valida anche per i piccini. Mangiare tutti insieme alla stessa ora sarebbe l’ideale, ma la routine frenetica dei nostri giorni non sempre lo permette.

Oltre alle raccomandazioni di cenare presto e di non andare subito a letto, puoi trovare un buon compromesso nella distribuzione del cibo durante il pasto.

In genere i pediatri consigliano di dividere la cena in due momenti, nei casi in cui fosse impossibile riunirsi per un’ora ragionevole (prima delle 20.00-20.30).

Iniziare con un piatto di verdure crude dà colore alla tavola e assicura un buon apporto di acqua e di sali minerali. In più hanno un alto potere saziante e consentono di arrivare alla seconda portata senza sentire i morsi della fame.

Naturalmente, un po’ di sano buon senso non guasta mai: anche se di sera andrebbe data la preferenza ai cibi proteici, va ricordato che i carboidrati sono più digeribili. Quindi sì a un piatto di pasta o di riso dopo le 21.00, a patto di moderare le quantità e di alleggerire i condimenti.

Usare i prodotti giusti

In situazioni estreme si può ricorrere alla terapia farmacologica, ovviamente sotto stretto controllo medico. Ma prima di arrivare a soluzioni così drastiche, hai il dovere di tentare altre strade, come l’utilizzo di integratori per bambini.

Al giorno d’oggi, il mercato offre tante opportunità anche per l’età infantile. Gocce, compresse e bustine di granulato orosolubile sono i formati che puoi scegliere per conciliare il sonno del tuo bambino.

Consultando il sito web www.buona.it troverai tante referenze dall’ottimo rapporto qualità-prezzo. Per maggiori dettagli accedi da qui. In caso di dubbi, comunque, ti raccomandiamo di chiedere un parere al pediatra.

Dare spazio al dialogo e ad attività rilassanti

Vecchi sistemi come la lettura di un libro o l’ascolto di brani musicali sono particolarmente efficaci per conciliare il sonno. Ma la sera può essere un momento d’oro per riunire la famiglia e conoscere meglio tuo figlio.

Quante volte ti sarà capitato di subissarlo di domande, ma di parlare poco di te? Se lui fa parte di quella nutrita schiera di bambini che non conoscono il mestiere o la data del compleanno dei genitori, ecco che conversare diventa un’opportunità in tal senso.

Aprirti ed instaurare un dialogo dopo cena aiuta a costruire un legame forte. I figli, in fondo, non chiedono altro che tempo e attenzioni, molto più dei regali. E renderai più sereno il riposo notturno del tuo bambino.

Aumentare gradualmente i momenti in solitudine

Nell’abituare il tuo bambino a dormire nella sua stanza, sarà utile inserire e, in seguito, dilatare gli intervalli di tempo in cui starà da solo, durante la fase di pre-addormentamento.

Una volta messo tuo figlio a letto, potresti andare a lavarti i denti o preparare la tavola per la colazione, in modo da lasciargli i suoi spazi.

In questa fase di transizione verso l’autonoma gestione del sonno, una luce accesa o un pupazzetto gli permetteranno di addormentarsi più facilmente.

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